Cosa si nasconde sotto la sabbia? Storia, formazione e caratteristiche delle spiagge d’Italia

La formazione storica delle spiagge italiane ha portato a delle caratteristiche molto particolari: cosa c’è di nascosto sotto la sabbia?

Chiunque ami vivere in zone di mare o trascorrere delle giornate di vacanza con vista sull’orizzonte, non pensa quasi mai in che modo si sia venuta a creare questa meraviglia del tutto naturale. Durante i millenni di formazione del pianeta Terra, infatti, vi sono diverse storie geologiche che hanno trasformato il pianeta in quello che è oggi.

Cosa nasconde la sabbia
I segreti della sabbia: ecco cosa nasconde (globbers.it)

Ovviamente, ogni zona ha le sue caratteristiche e, in particolare, quella delle le spiagge italiane lasciano a bocca aperta. Si tratta di luoghi molto amati da parte dei turisti di ogni parte del globo. Quando ci troviamo sdraiati con l’asciugamano sulla sabbia,raramente pensiamo al fatto che ci troviamo al di sopra di un pezzo di storia geologica nostrana. 

Fondamentalmente, sotto ai piedi di chi passeggia su una spiaggia si possono trovare anche dei frammenti di roccia che una volta svettavano sule Alpi. In effetti, il materiale che veniva espulso per via delle varie e frequenti eruzioni vulcaniche, avvenute durante i millenni, è riuscito a raggiungere anche i vari lidi. Si tratta di un tipo di pietra dorata che potrebbe esser scesa direttamente dagli Appennini, anche perché la maggior parte delle spiagge italiane hanno proprio un’origine montanara.

Cosa dice la scienza sulla sabbia

A parlare della ricerca riguardante la sabbia delle spiagge nostrane è stato il professor Enzo Pranzini, il quale è docente di Dinamica e difesa dei litorali presso l’Università di Firenze. “La sabbia si è formata tramite del materiale che è eroso dentro i bacini idrografici dei fiumi e, tramite questi, è stato portato a valle”, ha spiegato il professore a Focus.

Sabbia formazione curiosità
Di cosa è fatta la sabbia: pochi lo sanno (globbers.it)

Tutte le spiagge italiane, quindi, “prendono origine dalle Alpi e dagli Appennini”, ha poi aggiunto l’esperto del settore, Enzo Pranzini. Nelle zone in cui non vi sono abbastanza corsi d’acqua, come ad esempio in Puglia, la sabbia si è formata grazie a delle zone carsiche, le quali hanno lo stesso trasportato i suddetti materiali a valle. Nel Salento, però, vi sono le note spiagge bianche e bioclastiche, ovvero quelle che si sono formate tramite dei frammenti di organismi marini o tramite delle conchiglie.

A creare delle spiagge di colore chiaro, però, sono anche dei minerali, come il quarzo, il quale è presente in varie rocce. Ma anche altri elementi del genere, tipo i feldspati, possono creare la sabbia, come financo alcuni sedimenti provenienti dai calcari. Fra i vari minerali presenti, però, ve ne sono alcuni anche con magnetite, tipo gli anfiboli e i pirosseni, i quali sono molto comuni all’interno delle rocce magmatiche. Infine, vi sono delle spiagge con sfumature di nero e ferrose, le quali derivano dall’attività di scarto dell’attività mineraria svolta dagli umani.

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